Intolleranze alimentari? Tutela o isteria?

Le allergie alimentari sono un concetto particolarmente delicato, anche perché non tutti si rendono conto di averne e, magari, ne vengono a conoscenza dopo diverso tempo. Dato che si tratta di un settore così particolare, c’è un sacco di confusione su cibo ed allergie ed è importante imparare a separare la verità dalla finzione in modo da potersi sedere a tavola con fiducia.

L’allergia alimentare è la stessa cosa di “intolleranza” o “sensibilità”? Le due cose si somigliano: allergia, intolleranza e sensibilità sono un po’ come fratelli e tutti appartengono alla stessa “famiglia” delle reazioni avverse al cibo. In realtà, ci sono grandi differenze:

  • un’allergia si scatena quando il sistema immunitario ha una reazione ad un determinato alimento. Può essere una cosa lieve, come una sensazione di prurito o orticaria, o più grave come forti problemi di respirazione, gonfiore della lingua e vertigini;
  • si ha un’intolleranza alimentare quando il corpo non ha un enzima necessario per digerire un certo tipo di cibo. Chi soffre di intolleranza al lattosio perché il latte fa male, per esempio, non ha abbastanza lattasi, un enzima che permette di digerire i prodotti lattiero-caseari;
  • la sensibilità al cibo è una cosa diversa ed è una reazione ad un certo alimento, non grave. Basti pensare ai mal di testa da troppa cioccolata o al reflusso acido innescato da cibi piccanti.

La maggior parte delle allergie alimentari sono causate da additivi come coloranti e aromi? Questo è un mito. E’ vero che alcune reazioni agli additivi sono simili a quelle causate da allergie alimentari come i nitrati, i quali possono causare orticaria e prurito. Inoltre, il colorante rosso e giallo sono collegati all’anafilassi. In realtà, meno del 1% della popolazione soffre di intolleranza agli additivi alimentari, che dunque non sono da condannare.

Le reazioni allergiche sono causate prevalentemente dalle noccioline? Qualsiasi cibo cui si è allergici potrebbe causare una reazione grave, che si tratti di arachidi, noci, latte, uova, grano, soia, pesce o frutti di mare. Questi otto alimenti costituiscono il 90% delle allergie alimentari e sono quelli cui stare più attenti.

C’è bisogno di un esame del sangue per diagnosticare un’allergia alimentare? Non è propriamente vero dato che gli esami del sangue a volte possono essere fuorvianti e possono dare un risultato chiamato “falso positivo”. In altre parole, si pensa di essere allergici quando, in realtà, non è così. Per ottenere una diagnosi chiara, un allergologo può proporre una “sfida alimentare”, con la quale darà al soggetto piccole dosi di un alimento per vedere se ci sono delle reazioni. Se non ci sono sintomi, a poco a poco aumenterà la quantità. Ancora nessun segno? Allora si può stare tranquilli.